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Messaggio per la Pasqua 2015 di fra Agostino Esposito, ofm, Ministro Provinciale

Risurrezione_0213

A tutti i frati della Provincia

alle Sorelle Clarisse, alle Sorelle del MO.RE.FRA,

ai fratelli e alle sorelle dell’OFS e della Gi.Fra.

Messaggio per la

Pasqua di Resurrezione del 2015

di fra Agostino Esposito ofm

Ministro Provinciale

Carissimi fratelli,

il tempo Liturgico che stiamo vivendo ci invita ad entrare e ad accogliere in pienezza il dono della Pasqua. E’ questo il culmine del Vangelo, la Buona Notizia per eccellenza: Ges√Ļ, il Crocifisso, √® Risorto!

E’ questo evento che √® alla base della nostra fede e delle nostra speranza: “Se Cristo non fosse risorto, il Cristianesimo perderebbe il suo valore, tutta la missione della Chiesa, esaurirebbe la sua spinta perch√© √® da l√¨ che √® partita e sempre riparte. In Ges√Ļ, l’Amore ha vinto sull’odio, la misericordia nel peccato, il bene sul male, la verit√† sulla menzogna, la vita sulla morte…L’Amore √® pi√Ļ forte, l’Amore dona vita, l’Amore fa fiorire la speranza nel deserto” (Papa Francesco)

Il cammino della Pasqua, quest’anno, √® abbracciato da due momenti di grazia: il Sinodo della Famiglia e l’Anno dedicato alla vita consacrata, che invitano a riconoscere il valore e la bellezza di due vocazioni, la famiglia e la vita religiosa, distinte ma strettamente correlate perch√® entrambe sono “vocazioni portatrici di evangelizzazione”, sono due ambiti chiamati ad essere per la societ√† intera, scuole di umanit√†, di comunione e di pace.

Pur nella diversit√†, questi due stati di vita si sostengono e si illuminano a vicenda; entrambe le vocazioni richiamano e orientano a vivere la categoria nuziale, base comune ad esse; siamo stati resi figli di Dio in funzione di una sponsalit√† con Dio, dimensione fondante tutta la realt√† esistente perch√© tutta l’umanit√† √® chiamata alla nozze con Dio come al suo compimento definitivo.

Comuni sono le ombre che oscurano la luminosità della vita familiare e della vita consacrata: individualismo, egoismo, autoreferenzialità, attivismo, fragilità relazionali, incomprensioni, incomunicabilità, disagio educativo, deresponsabilità, incompatibilità generazionali.

Ma dalla vita familiare noi religiosi possiamo imparare non poco così come a noi consacrati spetta il compito di illuminare, sostenere ed accompagnare con il nostro carisma profetico la vocazione familiare.

Dalla vita coniugale noi impariamo che:

- non si può essere felici che in due, cioè nella relazione profonda;

- l’esperienza familiare porta a cambiare le abitudini, uscire da se stessi, ad assumere un nuovo¬†stile di comportamento, essere aperti al cambiamento quando, ad esempio, arriva un figlio;

- la comunione genera vita;

- la tenerezza, la cura amorosa e il perdono fanno crescere e maturare;

- l’amore comporta il sacrificio quotidiano del lavoro, del crescere ed educare i figli, l’ affrontare le difficolt√† economiche, il superare ogni incertezza del presente e del futuro;

- il bene comune comporta rinunce e cambio di programmi e di progetti personali;

- la famiglia richiede il prendersi cura dell’altro nell’ora della malattia e della morte.

La vita consacrata, a sua volta, √® chiamata a condurre ogni uomo, con l’eloquenza della testimonianza, all’Amore Primo, sorgente e nutrimento di ogni vocazione, a camminare verso l’Amore Ultimo verso cui tutto e tutti siamo orientati.

La luce che scaturisce dalla Pasqua ci renda ogni giorno “creature nuove” per essere fedeli, a livello personale e comunitario all’eterna alleanza con Dio e alla comunione profonda con i fratelli ed essere segno e strumento dell’Amore che si umilia per esaltare, si dona per dare vita, perdona per riabilitare, muore per risorgere; le nostre fraternit√† tolgano “il lievito vecchio per essere pasta nuova” ed annuncino l’unit√† nella diversit√†, la comunione nella differenza, la vittoria del perdono e della vita sul peccato e la morte.

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, di cui oggi ricorre il III centenario della nascita, illustre e popolare esponente della Famiglia francescana, prima donna canonizzata di Napoli ed invocata come la Santa delle famiglie, interceda e ci accompagni in questo particolare anno di grazia, a nutrire l’Amore per Cristo Crocifisso per rigenerare la nostra vocazione e missione.

L’esempio della Santa dei quartieri, che ha vissuto la sua vocazione religiosa nella via della Croce di Cristo ed √® stata resa partecipe pienamente della gloria della risurrezione, sostenga il nostro essere profeti dell’Amore. Come lei, che continua ad essere messaggera di vita e di pace, anche noi annunciamo ad ogni famiglia che “nulla √® impossibile a Dio”, che ogni difficolt√†, ogni tristezza, ogni morte pu√≤ essere superata, trasformata ed annullata dalla fede nel Cristo Risorto.

Cari fratelli, la nostra √® una vocazione ad essere famiglia, a vivere la comunione, la fraternit√†, a generare vita, a portare la “nostra croce quotidiana”, ad offrirci totalmente per il bene dei fratelli: solo nell’autenticit√† e nella gioia della testimonianza possiamo aiutare la famiglia a vivere la propria chiamata.

Buona Pasqua

 Fra Agostino Esposito

                                                                                                         Ministro Provinciale

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